I borghi della Riviera dei Cedri sono veri e propri custodi di arte e cultura, la cui storia aleggia negli intrecci dei loro vicoli, nelle architetture dei loro monumenti, nel suono morbido del loro nome.

Tortora, l’antica Blanda enotra, che ospitò Garibaldi, Aieta, di origini bizantine, Praia a Mare, S. Nicola Arcella, Cirella, con i ruderi dell’antica città distrutta da Annibale, Scalea, dalle tipiche viuzze medievali; e ancora Papasidero e il suo graffito preistorico della Grotta del Romito, S. Domenica Talao, S. Maria del Cedro, Grisolia, Maierà, Orsomarso, Verbicaro, Buonvicino, e infine, proteso sul mare, Diamante, noto in Europa per essere il paese dei murales.

Luoghi ideali dove gli inverni non sono mai così freddi e lunghi, pietre preziose incastonate in una montatura idillica, sospesi come sono tra cielo e mare.
Dalle loro abitazioni pendono piccoli balconi impreziositi da piante grasse, fiori rossi e immancabili ghirlande intrecciate di peperoncino messe ad essiccare, mentre nei vicoli si avverte, intenso, l’inconfondibile aroma del basilico.

Paesi unici in cui si respira un’aria diversa, l’aria di quei tempi antichi dove il rispetto era dovuto e l’ospitalità era sacra. Allora come oggi.