Tra mare e murales
Diamante, tra mare e murales
Diamante, “perla del tirreno”. Offre panorami dalla straordinaria bellezza, spiagge incantevoli di sabbia e di ghiaia, scogliere vulcaniche, verdissime montagne. Sulla Riviera dei Cedri, antiche tradizioni e tutto il profumo del mare, del cedro e del peperoncino.

Arrivando a Diamante il primo pensiero che sfiora la mente è che nessun nome sia più appropriato per descrivere una località favolosa come questa.

Bagnata da un mare limpido venato di azzurro e di viola, ci accoglie con il lungomare più bello della costa tirrenica, tre spiagge straordinarie e un’incantevole scogliera. Diamante è costruita proprio sulla scogliera. Le sue origini sono rimaste a lungo nell’ombra. Sembra che sia stata fondata nel 1638 dai profughi di paesi vicini; il nome forse deriva da un popolo di etnia greca, gli Amantes, vissuto da queste parti.

Nei vicoli dell’antico borgo, le pareti delle case accolgono i visitatori con affascinanti murales. Alcuni sono sfavillanti di mille colori, altri piu sobri, sfumati. Sono più di 180, dipinti su iniziativa del pittore Nani Razzetti dal 1981 in poi, da artisti provenienti da tutte le parti del mondo. E sui muri, non solo dipinti ma anche poesie, circa 30, di personaggi famosi. A ragione merita dunque l’appellativo di “Città più dipinta d’Italia”.

Diamante non lascia indifferenti. La scrittrice Matilde Serao coniò appositamente per lei l’espressione di “Perla del Tirreno”. Grande vanto è il lungomare, costruito nel 1965 e definito “il salotto di Diamante”. Incantevoli il mare e le spiagge, distese di sabbia a tratti interrotte da scogliere che formano piccole insenature. Dopo il caratteristico porticciolo, in centro, si arriva alla “Spiaggia Piccola”: verso nord c’è la “Spiaggia Grande” e la “Spiaggia di Cirella”, verso sud caratteristiche spiagge come la “Riviera Blu”, fino alla punta “Santa Litterata”.

Da visitare è il Castello dei principi Carafa, la costruzione-fortezza del XVII sec. eretta a difesa della città. Adibita sia a prigione che a residenza estiva, possedeva quattro torri e un ponte levatoio. Adesso restano scarse testimonianze. Nel 1645 il principe Carafa fece costruire nel punto più alto di Diamante la Chiesa dell’Immacolata, con suggestivo campanile svettante sul centro abitato, baluardo contro le temibili piaghe del tempo: guerra, peste e carestia. All’interno la preziosa statua dell’Immacolata Concezione, numerosi dipinti e statue lignee, tutti riconducibili al 1600.

Non manca l’oasi naturale, il Parco del Corvino, affacciato sul mare, caratteristico per l’improvvisa mutevolezza del paesaggio che da marino diventa montano.
Collocata nella “Riviera dei Cedri “, Diamante è giustamente famosa per il suo cedro, agrume molto simile al limone, e per il peperoncino. I cedri vengono canditi o ricoperti di cioccolato e usati per la preparazioni di dolci oppure se ne estrae un vigoroso liquore. Per quanto riguarda il peperoncino, basti dire che ogni anno, per tre giorni nel primo fine settimana di settembre, si svolge il Festival del peperoncino. La gastronomia tipica offre ottimi piatti a base di pesce, tra cui le “pitticelle” e le alici salate nei “cugnitti”. Il tutto accompagnato da ottimi vini.