Grisolia è uno dei paesi più antichi dell’area dell’Alto Tirreno Cosentino.
L’antico nome, Chriseora, probabilmente deriva dal greco Chrousuolea o dal latino Chrisena, entrambi richiamano l’oro e sono riferibili alla fertilità del terreno o, come alcuni sostengono, a qualche miniera d’oro, o ancora a qualche pepita trovata nell’antichità.

Il comune di Grisolia si estende in aperta collina, all’interno del Parco del Pollino fino al mar Tirreno abbracciando in pieno il binomio mare-monti. Nel territorio c’è una particolarità: la presenza della vetta del monte La Mula, posta oltre quota 1900 metri sul livello del mare, è la più allta raggiunta da un comune italiano con sbocco al mare.

Il centro storico è arroccato su un dirupo che si affaccia sul profondo vallone del torrente Vaccuta. Il borgo, arroccato a circa 500 metri sul livello del mare, ha avuto origine attorno al convento basiliano di San Nicola al tempo del conflitto tra Longobardi e Bizantini. L’interno di Grisolia è un intrico di vicoli, scale, archi e supporti. I vicoli sono innumerevoli e diversi tra loro per larghezza e lunghezza.

Una caratteristica dell’architettura del centro storico è il supporto, in gergo: “U spuortu”. Il nome indica tratti coperti del centro antico, nati dalla necessità di costruire le abitazioni, anche per motivi di difesa, attaccate l’una all’altra con una certa continuità e unite da archi in funzione statica ed estetica. Predomina lo stile di origine medievale.
La chiesa di Sant’Antonio da Padova è dedicata al Santo patrono del paese e risale al XIV secolo. Il Palazzo Ducale, che domina la vallata del torrente Vaccuta, è stato costruito molto probabilmente intorno al XV secolo.