Il territorio del paese di Maierà conserva nei toponimi il ricordo di antichi insediamenti greci e latini. Molti studiosi locali vedono tracce di vita protostorica per la presenza di numerose grotte sparse nel Comune. La posizione, lungo la direttrice Jonio-Tirreno, serve a fare conoscere la zona prima agli Ausoni e agli Enotri, poi ai Greci e ai Romani e, infine, ai monaci Basiliani che danno vita al casale bizantino di Santa Maria o M’rà (che vuol dire grotta).
L’abitato di Maierà si trova in una posizione suggestiva, costruito su uno spuntone roccioso. Il paese si presenta arroccato introno all’antico castello che dall’alto sovrasta il mare Tirreno e i ruderi dell’antica Cirella. Sul lato monte è quasi possibile stringere idealmente la mano ai vicini di Grisolia. Il centro storico è ricco di suggestivi vicoli e di sottopassi che sventrano le vecchie case costruite sulla nuda roccia. Le numerose chiese basiliane, spesso scavate nella pietra calcarea, ricordano i primi insediamenti bizantini. Il borgo ruota attorno al castello. A Maierà c’è la strada panoramica che dalla piazzetta dove si apre la porta Terra conduce alla chiesa di Santa Maria del Piano e al palazzo Casella. Da qui si può ammirare, inoltre, il panorama del vallo in cui scorre il torrente Vaccuta.
La chiesa di Santa Maria del Piano è la matrice il cui rifacimento risale al 1534 per volere di Alfonso di Loria che la ingrandisce e l’arricchisce di stucchi. L’edificio originario risulta essere stato realizzato all’epoca di Carlo I D’Angiò.
La chiesa della Madonna del Carmine è stata costruita dai monaci basiliani. Oggi, dopo numerosi rimaneggiamenti, si presenta come una piccola chiesa di campagna alla quale si accede da tre gradini.