Le origini di Montalto non sono certe, non sappiamo se ciò è dovuto ad una volontà inquisitoria motivata da fatti gravissimi (Montalto Uffugo fu teatro di una delle più terribili stragi inflitte ai danni di una minoranza religiosa), di certo “l’omertà” di tutti coloro che hanno trovato innumerevoli reperti lungo il territorio, e quella di coloro che hanno volutamente cementificato imponenti manifestazioni architettoniche attestanti un passato illustrissimo, non ha aiutato gli storici.

Presso Pantoni numerosi testimoni oculari e alcuni reperti consegnati a musei calabresi di Sibari e Reggi c.(alcuni dei quali visibili al pubblico), testimoniano il ritrovamento di un imponente necropoli situata a ridosso dell’autostrada (reperti ritrovati vicino allo svincolo Montalto -Rose dell’A3) e più precisamente sotto quello che oggi è il parcheggio del centro commerciale. A poca distanza da questo sito esiste una contrada chiamata Trisoria, la località deve il suo nome proprio al fenomeno dei numerosi ritrovamenti rilevantissimi, testimonianti una storia che forse avrebbe in qualche modo bloccato lo “sviluppo” edilizio moderno e non solo, tuttavia, anche qui le prove archeologiche catalogate sono pochissime e spesso, arrivano nei musei attraversando vie burocratiche occulte (l’antefisse di Ercole contro con il leone Nemèo non è l’unico reperto rinvenuto nel territorio di Montalto consegnato ai musei), di fatto, alcune prove evidenti ci inducono a pensare che in questi luoghi un tempo si erigeva una grandiosa città ed il nome della località restringe di molto il campo, la zona infatti si chiama Pantoni (alcuni storici dell’antichità sostennero che Panton fosse localizzata proprio a Montalto).

Ad oggi esistono reperti archeologici custoditi presso i musei su menzionati che fanno risalire la sua fondazione almeno al V Sec A.C. così come le antiche fontane in località Sant’Angelo, che fino a agli anni 80 recavano ancora preziosi mosaici raffiguranti antiche terme romane (i mosaici sono stati cementificati), attestano che nei pressi del colle Serrone esisteva un insediamento romano rilevantissimo, del resto Lucio Aurelio Stefano, procuratore dei pubblici corrieri e sovrintendente delle poste dell’Imperatore, viveva proprio a Montalto tanto che la sua Urna funeraria ritrovata ai piede del colle è custodita nel comune limitrofo (ad una manciata di chilometri dal colle serrone che un tempo era frazione di Montalto) di San Benedetto Ullano.

Montalto di fatto oltre ad essere un Municipio Romano era anche stazione di una delle più importanti strade pubbliche e militari dell’Impero (secondo alcune fonti una delle prime due strade) .Tito Livio nel passo Ab Urbe Condita la nomina come uno dei centri importanti della terra dei Bruzi, nominando infatti i paesi che, vedendo il rallentamento dei punici si allearono al console Gn. Servillo, scrive: Consentia, Aufugum, Bergae, ecc..(di fatto già all’epoca Aufugum era seconda solo a Consentia).

Alcuni nomi di zone montane sono di origine celtica (Monte UTA), lungo l’Appennino esistono ancora cumuli di pietre situati in luoghi “particolari”, che lasciano pensare appunto alla presenza di popolazioni celtiche stanziate nei pressi dell’odierno Parco Naturale.

La cultura locale ricorda ancora l’attacco dei Saraceni testimoniato dalla distruzione dell’antica chiesa del soccorso(in contrada soccorso), a tal proposito una tradizione orale poco conosciuta vuole che i conquistatori arabi seppellirono il loro generale (tale Maddham o Maddam o similare) morto per la malaria, proprio nelle campagne di Montalto(nelle vicinanza della frazione San Nicola) costruendo un’intera collina per seppellirlo (collina che esiste ancora oggi), tra l’altro fino a qualche decennio fa nel comune era celebrata la ricorrenza della cacciata dei saraceni con una ricostruzione storica che vedeva impegnati molti cittadini.

Se la storia antica è poco documenta e incerta, quella del periodo normanno testimoniata dalla torre in via Foscarini e quella del periodo Aragonese, con il convento di San Domenico e altre importanti costruzioni, attestano inequivocabilmente un passato molto importante che almeno per un periodo indicano Montalto come il luogo centrale del potere politico degli Aragona in tutta la regione.

La prima università della Calabria nacque proprio a Montalto sul finire del 1400, ad opera dell’illustre concittadino carmelitano P. Antonio Foscarini, già rettore dell’università di Napoli, fondatore di importanti conventi tra cui quello di Tropea e grande astronomo scienziato e filosofo. L’università di Montalto fu importante, tanto che richiamava studiosi da diversi stati europei, qui si studiavano materia come la Filosofia, la teologia e naturalmente l’astronomia, del resto il suo fondatore è passato alla storia proprio a causa delle sue convinzioni scientifico astronomiche. Foscarini nacque a Montalto da padre veneziano (al tempo degli Aragona gli scambi tra Montalto è Venezia erano intensi tanto che diversi veneziani religiosi e non, si trasferirono nel ducato) e divenne famoso per il suo intrepido schierarsi a favore dei copernicani(in un momento in cui la battaglia tra l’inquisizione e gli eretici si faceva cruenta come non mai, un importante religioso come P.A. Foscarini squarcio l’omertoso silenzio dei cattolici schierando apertamente e pericolosamente con gli scienziati dell’eliocentrismo, dimostrando che la Bibbia non contrastava con le teorie del Copernico e di Galileo), scrisse infatti diversi trattati scientifici e astrologici compreso quello che gli valse la condanna come eretico e la successiva morte per la prigionia(trattato sopra l’opinione dei pitagorici), di fatto l’inquisizione non uccise soltanto il suo corpo ma anche buona parte della sua importante storia, a causa della drammatica battaglia culturale che portò avanti, la chiesa volle oscurare la sua biografia e i suoi scritti tanto che, gli studiosi contemporanei devono ricorrere alle università britanniche per acquisire le conoscenze che lo riguardano. una condizione che tocca il fondo della tristezza proprio nel suo comune di origine, dove nacque, visse e morì, dove non esiste niente che lo ricordi tranne una viuzza nascosta detta via pietralta Foscarini. Vi e’ da precisare che per volonta’ dell’Accademia Montaltina degli inculti ,Presieduta dal Dott. Luciano Romeo , la prestigiosa figura di Paolo Antonio Foscarini è stata riportata agli onori della cronaca in un Convegno dal titolo : Paolo Antonio Foscarini e la cosmologia moderna . Il Convegno ,che si e’ tenuto , nel 2001, a Montalto Uffugo ed a Cosenza ha suscitato un grande interesse ed è stato riportato in un articolo ,a firma di Emanuele Boaga , sull’Osservatore Romano del 9 Marzo 2002.

Montalto raggiunse grande importanza sotto gli Aragona i quali vi stabilirono parte del loro potere esecutivo, crearono infatti il titolo Duchi di Montalto, che divenne presto tra i più ambiti d’Europa e tale restò per tutto il periodo che abbraccia il loro regno.

Di fatto l’importanza politica del ducato si deve a San Francesco di Paola, l’odierna città della costa cosentina era compresa nel territorio di Montalto, quindi il Santo all’epoca era di fatto un montaltese che tra l’altro si recava di sovente nello nel centro per conferire con il Ferrante ovvero, il figlio di Federico d’Aragona le cui spoglie sono custodite presso la chiesa di san Francesco situata nella piazza (che non ha mai portato il suo nome) principale del centro storico (a tal proposito i religiosi hanno di fatto occultato le spoglie del duca dichiarando che sono andate perse durante un terremoto che in realtà non ha causato danni), a testimonianza esiste soltanto un’antica iscrizione situata dietro l’altare della chiesa di San Francesco da Paola. Il santo percorreva una via di montagna che ancora oggi viene praticata dai pellegrini ogni anno durante i primi giorni di maggio, migliaia di persone partono di notte a piedi attraversando l’Appennino per seguire le orme di quello che fu l’illuminato più potente della religione Cristiana. Sembra inoltre che Francesco si servisse di uno dei numerosi passaggi sotterranei che caratterizzavano il centro del Ducato, alcuni dei quali ancora parzialmente esistenti, di sicuro usati durante tutto il dominio Borbonico per sfuggire agli improvvisi controlli.

Il Duca Ferdinando di Montalto, figlio del Re Ferdinando I (avuto con la concubina Diana Guardato) e padre di Giovanna duchessa di Paliano, diede grande impulso alla crescita architettonica dell’odierno comune, lo testimonia la piazza centrale, gli antichi caseggiati, l’Imponente chiesa e convento di San Francesco da Paola ed altri palazzi illustri, alcuni dei quali mostrano ancora chiaramente l’architettura spagnola (Montalto può vantare molte chiese alcune delle quali imponenti).

Da ricordare la sala dedicata ai duchi di Montalto situata all’interno del palazzo reale di Palermo, che testimonia appunto l’importanza del titolo e dello stesso ducato. L’inquisizione e gli Aragona si macchiarono di fatti gravi, Ferrante infatti mise in atto delle vere e proprie persecuzioni religiose, tra queste vi fu quella che portò ad una delle più drammatiche esecuzioni di tutti i tempi, quella a danno dei valdesi i quali furono rastrellati in tutto il sud Italia per essere deportati nelle carceri del ducato(sede dell’odierno municipio) quindi furono decapitati(uomini donne e bambini) in un sol giorno(più di 1400), così come riportano alcuni documenti custoditi presso l’archivio di Napoli, La chiesa voleva lanciare un messaggio ben chiaro alle minoranze religiose e di fatto questa strage rimase allungo nella coscienza collettiva di tutto il territorio della Calabria Citra, la leggenda vuole che quel giorno il sangue delle uccisioni arrivò fino all’antica via Popilia situata a diversi chilometri di distanza (durante i lavori di ristrutturazione della scalinata della chiesa di San Francesco da Paola avvenuti negli anni 80 del secolo trascorso, vennero alla luce diversi scheletri di ogni grandezza). Oltre a quella a danno dei Valdesi, vi fu inoltre il duro censimento inflitto agli ebrei che furono costretti a subire restrizioni gravose e ad indossare il drappo rosso, Montalto all’epoca era abitato da molti valdesi e da molti ebrei che si stanziarono qui proprio per l’importanza che rivestiva il ducato.